Le problematiche relative alla circolazione venosa sono un problema soprattutto femminile, poiché la donna possiede un sistema ormonale che predispone all'instaurarsi delle alterazioni del circolo venoso che poi possono portare all'insufficienza venosa vera e propria.

Gli ormoni estrogeni, infatti, favoriscono la ritenzione dei liquidi, mentre il progesterone stimola il rilassamento dei vasi che perdono elasticità e tendono a dilatarsi.

Si sa che sono più a rischio di incorrere in questo disturbo le donne che stanno molto in piedi e coloro che fanno vita molto sedentaria.

In entrambi i casi lo stazionare in una posizione senza stimolare la muscolatura, come avviene invece durante una passeggiata, può determinare un difficoltoso ritorno venoso dagli arti inferiori al cuore, con possibilità di ristagno di liquidi. Le vene sono, infatti, provviste di valvole che permettono il passaggio del sangue verso l'alto ma impediscono il reflusso in basso. Se il loro funzionamento non è ottimale, a causa dell'indebolimento delle pareti delle vene o delle valvole stesse, si assiste appunto al reflusso di sangue verso il basso con conseguente dilatazione e sfiancamento delle pareti venose; e in questo caso siamo in presenza di insufficienza venosa agli arti inferiori.

   Fattori di rischio

  • L’ereditarietà: Una buona parte dei pazienti che ricorrono al medico riferisce che almeno uno dei genitori è affetto dalla stessa.
  • L’età: La fascia di età in cui più facilmente è presente la patologia è quella compresa tra i 45 e i 65 anni; tali pazienti mostrano delle vene caratterizzate da scarso tono e valvole insufficienti
  • Il sesso: Le donne sono colpite rispetto agli uomini in proporzione di 3 a 1.
  • Il sovrappeso: Numerose ricerche hanno evidenziato come l’obesità aumenti la possibilità di incorrere in una patologia venosa; si ritiene che il grasso più pericoloso sia quello localizzato nelle anche e nelle cosce. Il sovrappeso comporta un aumento della forza di gravità, esercitata dall’atmosfera della Terra sul nostro corpo, e quindi un carico di lavoro maggiore per il sistema venoso. 
  • L’altezza: più aumenta l’altezza più è probabile che si verifichino problematiche di circolazione.
  • La sedentarietà: Una recente indagine statistica ha mostrato una differente comparsa di disturbi venosi tra chi svolge attività lavorative in piedi (13%), in posizione seduta (8%), rispetto a chi pratica attività fisica (4%); in questi pazienti la forza di gravità non è bilanciata dalla contrazione dei muscoli delle gambe.
  • La gravidanza: Durante tale periodo, le variazioni ormonali e di peso, determinano un affaticamento del sistema venoso; aumentando il numero delle gravidanze peggiorerà l’andamento della malattia.
  • L’alimentazione: Un’alimentazione povera di fibre induce stitichezza, gli sforzi compiuti aumentano la pressione sull’addome che a sua volta ostacola il flusso venoso verso il cuore. Il sale da cucina va usato con moderazione in quanto induce ritenzione di liquidi
  • Il fumo: La nicotina e le altre sostanze tossiche in esso presenti danneggiano la parete venosa e aumentano la coagulazione del sangue.
  • L’abbigliamento: Indumenti eccessivamente attillati rallentano il flusso venoso.
  • I farmaci: Le pillole anticoncezionali agiscono negativamente sull’attività delle vene; alcuni farmaci per il controllo della pressione arteriosa inducono gonfiore degli arti inferiori.
  • Esposizione ai raggi solari: Se eccessiva, dilata le vene, peggiorandone l’attività. 

  Prevenzione

Uno stile di vita errato è un fattore di rischio per i soggetti predisposti e può risultare un’aggravante dei sintomi. 

Alcuni fattori che possono prevenire l’insorgere di malattie circolatorie sono: 

  • il movimento: sarebbe cioè opportuno combattere in tutti i modi la sedentarietà facendo sport che non siano troppo pesanti come il sollevamento pesi, l’equitazione o il tennis. 
  • l’alimentazione: questa dovrebbe essere la più variata e la più controllata possibile per evitare il sovrappeso e la stitichezza.
  • Il fumo danneggia le pareti dei vasi sanguigni e l’alcool rallenta la circolazione venosa.
  • la postura: è importante fare attenzione a quanto tempo si sta seduti e a quanto tempo si sta in piedi. Se per motivi di lavoro o altro si sta molto seduti è bene alzarsi ogni venti minuti e non accavallare le gambe; è utile inoltre fare dei piccoli esercizi distensivi con i piedi ed usare un poggiapiedi. Se invece si sta in piedi troppo a lungo anche in questo caso è bene fare dei piccoli esercizi, come dondolarsi alternativamente sulla punta e sul tacco delle scarpe.
  • l’abbigliamento e le scarpe, scelti con giusti criteri, possono contribuire a stare meglio. Le scarpe andrebbero anche scelte in base al tacco che deve essere né troppo alto né troppo basso (il range ottimale è tra i 3 ed i 5 cm) ed in particolare gli stivali non devono essere troppo stretti, così come gli indumenti indossati sulle gambe (pantaloni, tute, calze, calzettoni ecc.).

Contrariamente a quanto si pensa l’utilizzo di pillole anticoncezionali di ultima generazione non aumentano il rischio di trombosi venosa, grazie al loro minimo dosaggio ormonale, tuttavia è possibile invece che si possa riscontrare un aumento di teleangectasie, mentre per le vene varicose legate all’uso di contraccettivi orali non esiste nessuna statistica significativa.

Altri accorgimenti utili possono essere i seguenti:

  • dormire con le gambe leggermente sollevate (ca. 20 cm) ad es. utilizzando un cuscino;
  • preferire la doccia al bagno e fare attenzione alla temperatura dell’acqua che non deve essere troppo calda, eventualmente aiuta anche fare una doccia fredda (dal basso verso l’alto) alle gambe prima di coricarsi;
  • evitare il troppo calore sia negli ambienti e sia a contatto con la pelle ed evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde; la temperatura in effetti gioca un ruolo importantissimo, si pensi a come peggiorano i sintomi in piena estate;
  • usare le calze elastiche su consiglio del medico.

  Dieta

Alimentarsi in modo sano mantiene in salute le gambe. Il regime ideale consiste in:

  • bere almeno due litri di acqua al giorno ed evitare caffè, alcolici e bibite gassate;
  • mangiare molta frutta e verdura fresca, in particolare ananas (contiene la bromelina, un enzima che ha un effetto antinfiammatorio e anticellulitico);
  • preferire il pesce e le carni bianche e ridurre il consumo di cibi grassi;
  • consumare una buona sufficiente quantità di fibre e di cibi ricchi di vitamina C, che rafforzano le pareti venose;
  • limitare l’uso del sale: favorisce la ritenzione dei liquidi ed è causa di aumento della pressione sanguigna e dell’ostruzione delle arterie.
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